venerdì 17 ottobre 2014

Sablè breton al cacao


Chiudere gli occhi, addentare, lasciar sciogliere in bocca e…UAO! Questi biscotti sono l’estasi pura. Cioccolato amaro, burro e zucchero saziano le papille in maniera egregia! Provateli....



La curiosità mi appartiene, quindi devo assolutamente capire perchè chiamarli "sablè". Piccola ricerca tra i ricordi e mi viene in mente uno chef a lezione di "Frolle, tarte e cruble" che mi parla di questo: i francesi li hanno battezzati sablè per via della consistenza dell'impasto di partenza. Infatti prima di aggiungere le uova, quando vi sembrerà di avere tra le mani solo tantissimo burro, l'impasto somiglierà alla "sand", la sabbia, o al pangrattato, che in francese si indica con la parola sable. 
 La ricetta dei sablè che ho fatto e strarifatto, e che condivido con voi, non è ovviamente di mia invenzione ma di un più grande maestro della pasticceria, Pierre Hermè.


Dispensa (per circa 40 biscottini):
250gr burro 
100gr zucchero a velo 
30gr cacao amaro 
260gr farina
2 albumi 
pizzico di sale 


Lavorare a crema il burro con lo zucchero a velo. Unire poi il cacao amaro e un pizzico di sale. Setacciare e unire la farina . A parte montare a neve ferma gli albumi e unirli al composto mescolando dal basso verso l’alto. L'impasto che otterrete è molto morbido e diverso dalla pasta frolla. Si presta perfettamente ad essere utilizzato con lo sparabiscotti, alla sac a poche o con i più tradizionali strumenti casalinghi per crearne biscotti o anche basi per tartellette e crostate.
In forno a 170 gr per 10 minuti circa e...voilà. 

Piccola curiosità...i più famosi biscotti sablè in Francia sono di "La Mère Poulard", biscuiterie-hotel e ristorante a Mont Saint Michel a Parigi (http://www.merepoulard.com/) ...una tappa da non perdere! 


domenica 12 ottobre 2014

La domenica è sempre più dolce

Si sa la domenica in casa mia porta cibo,tanto buon cibo,compagnia e dolci. Si tratta forse di un refuso meridionale di vecchia data ma che dire....a noi ce piace così! Per oggi pranzo veg e classico dessert all 'italiana...Il Tiramisù.
La mia ricetta per il tiramisù non è propriamente tradizionale ma è semplice, leggera e golosa.

Utilizzo :
500gr di panna montata
500gr di mascarpone
Zucchero q.b.
Marsala q.b.
Savoiardi
Caffè caldo
Pepite di cioccolato fondente
Cacao amaro

Cosa fare:
Montare la panna. A parte montare il mascarpone e aggiungervi il marsala (a vostro gusto) e zucchero. Unire la panna alla crema di mascarpone poco alla volta mescolando dal basso verso l'alto.
Inzuppare i savoiardi nel caffè caldo. Questo è il momento più delicato:i savoiardi devono essere tuffati per intero nel caffè (che deve essere caldo) in modo rapido senza indugi!
Formare uno strato di savoiardi,poi di crema, spolverare di pepite di cioccolato e ricominciare. L'ultimo strato sarà ricoperto di cioccolato amaro.

Voilà!

venerdì 10 ottobre 2014

Un fiorellin

Anche qui c' è lo zampino dell'orto di "famiglia" homemade.
Fiori di zucca (attenzione non di zucchina) ripieni di ricotta e pepe.
Un classico della tradizione friggitoria partenopea. Semplice ma non banale. Basterebbe un fiore non fresco e dea ricotta non di prima qualità per avere un risultato molto diverso.

Per il ripieno,dopo aver lavato e tolto I pistilli del fiore, miscelate la ricotta con il pepe fino ad ottenerne una crema.
Riempite I fiori e lasciate riposare un pó in frigo.
Preparate la pastella utilizzando il metodo e le proporzioni della tempura: 330gr di acqua frizzante fredda (o anche birra) e 240 gr di farina. Attenzione a non formare grumi.
Tuffate ogni fiore nella pastella e friggete in olio in immersione. I fiori ripieno richiedono una cottura brevissima ma attenta ad eventuali fuoriuscite !!!
Voilà!

giovedì 9 ottobre 2014

Dal suo orto alla mia tavola

Arriva dall'orto della rughetta fresca e sulla mia tavola si è trasformata in : Trofiette al pesto di rugola e ricotta.
Per il pesto di rugola armatevi di tagliere e coltello. Rispetto al frullatore ad immersione o ad altre apparecchi simili otterrete un pesto molto simile a quello fatto al mortaio. Quindi tritate finemente al coltello e miscelate poi con alcuni cucchiai d'olio e se volete dei pinoli. E voilà..pesto freschissimo! Buonappetito!

Quasi un anno dall'ultimo post. Forse perchè le mie cose sono così...precarie. Dal panettone e dal profumo di pisto ad oggi sono trascorsi nel frattempo mesi, lavori retribuiti ma non graditi, episodi tristi, ma soprattutto...viaggi! Spostamenti, esperienze, estasi, delizie e grandi sorrisi. Potrei continuare all'infito ad elencare i sinomini e i "tag" che il termine "viaggio" suscita in me...ma li risparmio e li sintetizzo iniziando  un breve resoconto....




Amsterdam 2013 

Semplicemente stupenda! La città che ospita Van Gogh, migliaia di biciclette, i ricordi di Anne Frank, tulipani, distributori di crocchette, un museo interattivo dedicato alla birra, piccoli mondi antichi nascosti al di là di una porticina, e quei biscotti (gli Stroopwaffel)...cialde di wafer croccante con ripieno dolcissimo al caramello. Serviti appena arrivati in hotel per accompagnare il nostro caffè lungo. E' stato amore. 
Non la definirei la patria del buon cibo. Ad essere onesti non ho avuto modo di cenare in un ristorante tipico o quanto meno in un buon ristorante. La zona turistica è piena zeppa di ristoranti "italiani" che servono carne e carne e carne. 
In quanto a caffè e street food ce n'è in abbondanza....toccherà ritornarci per visitare l'Olanda dei vecchi mulini e dare un'occhiata approfondita alla cucina tipica ;) 




mercoledì 4 dicembre 2013

Passioni...

Le nuove esperienze sono senza dubbio il modo migliore per poter crescere...ma che fatica riuscire ad affrontarle tutte! Spesso si crea un vortice...voglia di fare e paura di non fare bene si incontrano e si scontrano.

Secondo giorno: Il panettone e i dolci natalizi
Arancia candita e uva passa, il pisto, frutta secca e  miele...il profumo del Natale nella mia mente. In cucina prepariamo gli impasti, tra doppisensi e giri di robot diamo vita a tre must della tavola natalizia: il panettone, i mostaccioli e i roccocò. Tradizione e calore di un Natale che, anche quest'anno, per me è senza luci.

lunedì 25 novembre 2013

Pronti, partenzia...via!


 

Inizia così, una freddissima domenica, la mia nuova esperienza. 
Non tra i libri, non in un ufficio...in cucina! 

Primo giorno: Corso di pasticceria, le paste frolle e crumble
Si inizia da un principio base. La pasta frolla non è una e sola, ne esistono diverse preparazioni e la differenza sta sempre nel diverso rapporto tra gli ingredienti fondamentali: zucchero, burro e farina. 
Impastiamo quindi due tipi di frolla: frolla base e frolla con farina di mandorle. 
La lavorazione dell'impasto. Lavoriamo farina, uovo, zucchero e poi burro per la frolla base, oppure "sabbiamo" unendo  farina e burro per ottenere una frolla più friabile.
E poi eccolo... il crumble. Pezzetti  croccanti di burro, zucchero e un pò di  farina, utile base di una cheescake o guanizione di una ricotta e pera al bicchiere.

Esco da questa cucina con un profumo di burro e zucchero, con il desiderio di ritornare già e indossare la mia casacca bianca! 

 Ciao a tutti!